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sabato 23 febbraio 2013

Le elezioni presidenziali in Egitto




Radioinblu
Notizie in corso...
condotto da Federica Margaritora
Giuseppe Acconcia in collegamento dal Cairo
martedì, 19 giugno 2012

http://www.radioinblu.it/
http://youtu.be/9vON5iK_n4o

martedì 31 luglio 2012

Radio Vaticana, radiogiornale, ore 8.00 sabato 23 giugno 2012






Egitto. Atteso per oggi l'esito delle presidenziali. In migliaia in piazza Tahrir


In Egitto atteso per oggi l'esito delle elezioni presidenziali mentre piazza Tharir protesta contro le modifiche Costituzionali decise dai militari, lo scioglimento del parlamento e il rinvio dell'annuncio dei risultati del ballottaggio. In questo scenario i militari hanno annunciato l'uso della forza nei confronti di chiunque andrà "contro l'interesse pubblico" e hanno accusato i Fratelli Musulmani di esacerbare gli animi. 
Giuseppe Acconcia


http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=598913

mercoledì 25 luglio 2012

Radio Vaticana, Radiogiornale, ore 8.00, giovedì 12 luglio 2012


Radio Vaticana
Radiogiornale, ore 8.00
giovedì 12 luglio 2012

Egitto: scontro aperto tra presidente e Alta Corte sulla riapertura del Parlamento. Morsi a Riad

Ci spostiamo in Egitto dove il presidente Morsi ieri ha aperto uno spiraglio nella crisi politica che lo vede contrapposto alla Corte costituzionale e al Consiglio militare per lo scioglimento del Parlamento. “Rispetterò la sentenza” così il capo dello Stato ieri dopo il pronunciamento della Consulta che ha annullato il suo decreto di riconvocazione dell'Assemblea. Intanto con un viaggio in Arabia Saudita si apre il nuovo corso dell’Egitto. 

Dal Cairo, il servizio di Giuseppe Acconcia

http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=603953

sabato 21 luglio 2012

La rivoluzione ha trovato il suo leader




EGITTO · Mohammed Morsy pronuncia il suo primo discorso da presidente
La piazza ha un leader


Giuseppe Acconcia 
IL CAIRO



Dal palco dove nel giugno del 2009, Barack Obama ha dettato l’agenda degli Stati uniti in Medio Oriente, Mohammed Morsy ha pronunciato il suo primo discorso da presidente. Una gran folla di studenti e attivisti ha atteso l’ingresso del corteo presidenziale. 21 vetture hanno attraversato il Cairo dalla Corte costituzionale nel quartiere residenziale di Maadi, sulla Corniche che costeggia il Nilo, fino all'Università del Cairo a Giza. “Perchè chiudono le porte a noi studenti. Abbiamo occupato l'Università per un cambio della dirigenza, ma dopo le elezioni il rettore non è cambiato” – hanno denunciato Ahmed e Ranya dell'Unione universitaria. Esponevano cartelli contro l’esercito. “E' lui il nostro presidente e non Tantawi” – hanno aggiunto dei salafiti, brandendo la foto dello sheikh cieco Omar Abdel Rahman. Decine di politici di Libertà e giustizia hanno tentato di entrare. Il Consiglio supremo delle forze armate al completo si è accomodato in prima fila. Tra il pubblico in platea, sedevano ambasciatori, parlamentari e capi tribù del Sinai. A fianco al maresciallo Hussein Tantawi e al capo di stato maggiore Sani Annan, erano sistemati l'ex premier Kamal al-Ghanzuri, il presidente della Camera Saad al-Katatni, Mohammed al-Baradei e Amr Moussa. In fondo si sentivano le lamentele della delegazione della moschea di Al Azhar, guidata dal mufti el-Tayeb, senza posti riservati nelle prime fila. “Abbasso, abbasso il governo militare!” - ha urlato Nureddin, avvolta nel suo velo, tenuta in arresto per due mesi, dopo gli scontri di Abbasseya tra salafiti e polizia militare. Vicino a lei gli esponenti della gioventù islamica che prima avevano appoggiato Aboul Fotuh ed ora sono tornati al fianco di Morsy. Ma i vecchi generali non hanno trattenuto la stizza, rispondendo con urla, i polsi uno sull'altro in segno di arresto immediato. “L’esercito e il popolo mano nella mano” – si è levata subito in coro tutta l’aula. “Ora Morsy parlerà della seconda repubblica. Su come professionismo e conoscenza cancelleranno corruzione e malgoverno” – ha anticipato al manifesto Mohammed al-Qassas, giovane parlamentare di Libertà e giustizia. “Il nuovo presidente saprà controllare il suo ego, non sarà un agente nelle mani di Israele come era Mubarak” – ha continuato il politico. Eppure, nonostante il bagno di folla di venerdì di fronte alla sua base elettorale in piazza Tahrir, con il giuramento di sabato mattina alla Corte costituzionale, Morsy ha di fatto accettato lo scioglimento del parlamento. Il picchetto militare ha accolto il presidente, mentre le salve di cannone hanno fatto tremare le pareti del teatro dell’Università. Dal palchetto vicino al proscenio è entrato Morsy. “Pane, libertà e giustizia sociale”, hanno gridato a squarciagola al-Qassas e i suoi compagni. E' iniziata la preghiera cantata da uno sheykh, avvolto in un mantello dorato, mentre Morsy era seduto alla scrivania al centro. I versi del Corano hanno invaso l'aula magna, le madri dei martiri della rivoluzione hanno innalzato le foto dei loro figli, tenute sul petto per ore. Le lacrime scorrevano lungo le guance della gente. “Oggi si apre una pagina luminosa per la storia egiziana” – ha detto Morsy. Il discorso è stato interrotto continuamente dalle richieste di gente comune. “L’Egitto non si separerà dalla nazione araba e islamica”. “E’ un discorso panarabo e panislamico, non solo per gli egiziani” – farfugliavano tra il pubblico. “Sosterremo i palestinesi finchè non otterranno i loro diritti” – ha proseguito tra gli applausi Morsy. “E in Siria, fermeremo lo spargimento di sangue” – ha aggiunto. Gelida è stata la reazione di Tantawi, che ha fissato il presidente per tutto il tempo del discorso, alla frase “l’esercito deve tornare nelle sue caserme”. Anche la moglie di Morsy, Nagla Ali Mahmud, avvolta nel suo velo beige, si è seduta tra il pubblico. All’uscita era già tempo di previsioni per il nuovo esecutivo. “Stiamo lavorando ad un governo tecnico sostenuto da una coalizione politica” – ha assicurato al manifesto il blogger Wael Ghonim. “Anche Abou el-Fotuh potrebbe farne parte” – ha continuato l’attivista. Mentre sono tornate alte le quotazioni di el-Baradei come primo ministro. Nel pomeriggio, Morsy si è spostato nel deserto sulla strada verso Ismailia per la parata militare. Il passaggio di consegne da esercito a presidente eletto, si è consumato formalmente. Ma il potere legislativo resta nelle mani del Consiglio militare in assenza del Parlamento. Non solo, la dichiarazione costituzionale limita l’operato dell’esecutivo che è sempre sottoposto al veto dei militari. Non sono stati approvati principi sovra-costituzionali, come avevano chiesto i militari, molto di più. Hanno il controllo diretto sull’attività presidenziale. Ma Mohammed Morsy ha già sorpreso molti per l’uso che ha fatto dello spazio pubblico. Il presidente si è riappropriato della piazza e dell'Università, i luoghi e le istituzioni che Hosni Mubarak aveva lasciato vuoti. Anche l’esercito è dovuto apparire in pubblico e ha raccolto la sua dose di invettive. Il nuovo presidente deve rendere conto al popolo. Ma Morsy sa bene che la sfida per il potere inizia adesso. Per questo i Fratelli musulmani hanno chiesto alla loro gente di rimanere ancora in piazza Tahrir, in attesa che dai discorsi formali si passi allo scontro quotidiano sulla  gestione del potere. Le porte dell’Università sono state chiuse per far uscire il corteo presidenziale. La folla si è accalcata tra le urla di chi si sentiva male. Era una ressa furibonda in uscita. “Ascoltate il presidente, non vorrebbe che trattaste così il suo popolo” - un uomo ha ammonito la guardia presidenziale. La rivoluzione senza leader oggi ha trovato la sua guida.  

Il Manifesto
Internazionale, pag.5
domenica 1 luglio 2012



mercoledì 18 luglio 2012

Radio Vaticana, Radiogiornale, ore 8.00, martedì 19 giugno 2012




Al Cairo i Fratelli Musulmani scendono in piazza


Manifestazione di protesta nel pomeriggio al Cairo organizzata dai Fratelli Musulmani, che reclamano la vittoria alle presidenziali egiziane del loro candidato Mohammed Mursi. Giuseppe Acconcia  


In piazza Tahrir confluiscono, dalle vie del centro, centinaia di migliaia di persone, per la grande manifestazione indetta dai Fratelli Musulmani. Assembramenti si sono svolti in tutta la giornata di oggi intorno al Parlamento. I Fratelli Musulmani protestano contro la dichiarazione costituzionale, che toglie poteri al presidente della Repubblica e la decisione della Corte stessa di sciogliere il Parlamento: un colpo di Stato costituzionale, lo aveva definito la Fratellanza. "Libertà e giustizia" continua a dichiararsi vincente alle elezioni presidenziali, mostrando documenti della Commissione elettorale regione per regione. Anche dal quartier generale di Ahmed Shafik però arriva la dichiarazione di vittoria. La parola definitiva sarà della Commissione elettorale giovedì prossimo, mentre gli osservatori del centro Carter hanno dichiarato che le procedure elettorali si sono svolte senza violazioni maggiori. Dal canto suo Sabai socialista, arrivato terzo al primo turno, ha espresso l'intenzione di formare un nuovo partito insieme a Mohamed el Baradei in vista delle nuove elezioni parlamentari. Arrivano le prime reazioni anche dai vescovi della Chiesa cristiano-copta. Le preoccupazioni dei copti per l'elezione di un presidente, espressione della Fratellanza musulmana, hanno determinato il pieno sostegno della comunità ad Ahmed Shafik, per il secondo turno delle elezioni presidenziali.
http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=597921

venerdì 13 luglio 2012

Il capodanno degli egiziani




EGITTO
Il Cairo • Nel paese in festa, il neo eletto presidente che avrebbe dovuto trovarsi tra poveri, tra gli uomini di fede che lo hanno sostenuto, ha parlato invece dal ricco quartiere di Moqattam



IL CAIRO · Folla in visibilio all’annuncio della vittoria di Morsy
La piazza esplode. E ora?



Giuseppe Acconcia 
IL CAIRO
E’ durata per tutta la notte la festa per l’elezione di Mohammed Morsy. I laser degli Ultras dell’Ahly si sono improvvisamente moltiplicati in un gioco di luci psichedeliche che hanno illuminato i palazzi di piazza Tahrir. Mentre la folla si muoveva senza traiettorie precise o slogan definiti, come stordita. “Abbiamo un presidente, non è un militare”. Una ragazza era sconvolta alla notizia. Un’attesa durata otto giorno si è conclusa con la vittoria con il 51,7 % dei voti del candidato di Libertà e giustizia. Quando Farouk Sultan dalla Commissione elettorale ha annunciato che l’Egitto avrebbe potuto festeggiare il nuovo presidente, questa folla, senza forma e senza guida, ha trovato all’improvviso il suo leader. Non più un nome qualsiasi, ma l’uomo di partito, un professore universitario con tanto di dottorato negli Stati uniti e due figli con passaporto americano. Un presidente che ha conosciuto la prigione per la repressione del suo predecessore. Ma è Hosni Mubarak ad essere ora in prigione. Gli egiziani hanno imparato ad usare ogni punto dello spazio pubblico: la strada, le aiuole, i marciapiedi, i semafori, i lampioni, i palazzi, i balconi. Dei ragazzi ballavano sugli altoparlanti piazzati ai lati di piccoli camion e la folla li seguiva nella danza. Dalle spalle di un militante, si sono alzate le urla di un ragazzino per Morsy e contro l’esercito. La folla ha risposto al coro con le stesse parole “Abbasso al governo militare, Morsy, Morsy!”. Dappertutto sono scoppiati fuochi d’artificio assordanti. Ma all’improvviso hanno taciuto tutti per un momento. Il presidente, che avrebbe dovuto essere tra i poveri, tra gli shaykh, tra gli uomini di fede che lo hanno eletto, ha parlato dagli altoparlanti dall’ufficio della Fratellanza musulmana nel ricco quartiere di Moqattam. La polizia che lo aveva arrestato deve ora proteggerlo. “Sarò il presidente di tutti gli egiziani: uomini e donne, musulmani e cristiani”. Si sono sentite queste parole con accento di Sharqeya da un piccolo altoparlante che vibrava sul cofano di una macchina. Decine di uomini e donne si sono raccolti intorno alla vettura. E nessuno è andato via deluso, anzi sembravano quasi commossi, quando Morsy ha concluso recitando versi del Corano. D’altra parte, Shafiq ha perso per 900 mila voti. Ed è così inusuale che il paese manifesti lo scontro nello spazio pubblico che non sono mancati svenimenti e sparatorie. L’elezione del presidente è stata come un matrimonio, un capodanno. Ad Assiout, due persone sono morte dopo un diverbio verbale. Mentre piazza Tahrir ha contato un morto e cinquanta feriti. Ma i festeggiamenti hanno lasciato presto spazio alla politica. Il primo ministro Kamal al-Ghanzouri si è dimesso lunedì. Sono continuate le consultazioni per la formazione del nuovo governo. Ma sul tavolo ci sono ancora gravi conflitti irrisolti. “Abbiamo presentato appello contro lo scioglimento del Parlamento. La sentenza sarà ritirata o si andrà alla rielezione di un terzo della Camera” – ha dichiarato al manifesto Mahmud el-Ghoderi, parlamentare dei Fratelli musulmani eletto tra gli indipendenti. E, in merito al ridimensionamento dei poteri del presidente, l’avvocato ha aggiunto: “il primo atto di Morsy sarà di opporsi alla dichiarazione costituzionale complementare che limiterebbe i suoi poteri”. D’altra parte, Morsy ha ricevuto telefonate di congratulazioni da parte dei principali capi di stato e di governo del mondo. La Guida suprema iraniana Ali Khamenei ha parlato di “risveglio islamico”. Mentre nella giornata di ieri si susseguivano le voci di un’intervista del neo-eletto presidente all’agenzia di stampa iraniana Fars nella quale avrebbe fatto riferimento ad una revisione degli accordi di Camp David. La notizia è stata poi smentita dall’ufficio della presidenza della repubblica. “I trattati non si toccano, saranno modificati solo con l’accordo delle due parti. E gli articoli saranno sottoposti a referendum popolare” – ha concluso el-Ghoderi. I nodi del nuovo presidente, dallo scioglimento del parlamento, ai poteri presidenziali, fino alla composizione del nuovo governo dovranno essere sciolti uno dopo l’altro nelle prossime ore. Intanto la foto di Morsy campeggia sulle gru di piazza Tahrir, la semiotica del potere ha cambiato volto.



Il Manifesto
Internazionale, pag.9
martedì 26 giugno 2012

mercoledì 11 luglio 2012

Radio Vaticana, radiogiornale, ore 8.00 lunedì 25 giugno 2012






Egitto: il rappresentante dei Fratelli Musulmani, Mohamed Morsi è il nuovo presidente 


In Egitto si chiude ufficialmente il trentennale regime di Hosni Mubarak. Ieri è stata annunciata la vittoria elettorale di Mohamed Morsi. Il neo presidente, candidato dei Fratelli Musulmani, nel suo primo discorso ha annunciato che la rivoluzione continua, ha poi fatto un appello all'unità del Paese. In Egitto - ha detto ancora - saranno inserite alcune norme della sharia, la legge islamica, e saranno rispettati tutti i trattati internazionali, tra cui l'accordo di pace con Israele. Congratulazioni a Morsi sono giunte da gran parte della comunità internazionale e dal capo ad interim della Chiesa copta, il vescovo Pachomius. Dal Cairo, il servizio di Giuseppe Acconcia


http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=599336

domenica 8 luglio 2012

Radio Vaticana, radiogiornale, ore 20.00, martedì 19 giugno 2012





Al Cairo i Fratelli Musulmani scendono in piazza


Manifestazione di protesta nel pomeriggio al Cairo organizzata dai Fratelli Musulmani, che reclamano la vittoria alle presidenziali egiziane del loro candidato Mohammed Mursi. Giuseppe Acconcia  




In piazza Tahrir confluiscono, dalle vie del centro, centinaia di migliaia di persone, per la grande manifestazione indetta dai Fratelli Musulmani. Assembramenti si sono svolti in tutta la giornata di oggi intorno al Parlamento. I Fratelli Musulmani protestano contro la dichiarazione costituzionale, che toglie poteri al presidente della Repubblica e la decisione della Corte stessa di sciogliere il Parlamento: un colpo di Stato costituzionale, lo aveva definito la Fratellanza. "Libertà e giustizia" continua a dichiararsi vincente alle elezioni presidenziali, mostrando documenti della Commissione elettorale regione per regione. Anche dal quartier generale di Ahmed Shafik però arriva la dichiarazione di vittoria. La parola definitiva sarà della Commissione elettorale giovedì prossimo, mentre gli osservatori del centro Carter hanno dichiarato che le procedure elettorali si sono svolte senza violazioni maggiori. Dal canto suo Sabai socialista, arrivato terzo al primo turno, ha espresso l'intenzione di formare un nuovo partito insieme a Mohamed el Baradei in vista delle nuove elezioni parlamentari. Arrivano le prime reazioni anche dai vescovi della Chiesa cristiano-copta. Le preoccupazioni dei copti per l'elezione di un presidente, espressione della Fratellanza musulmana, hanno determinato il pieno sostegno della comunità ad Ahmed Shafik, per il secondo turno delle elezioni presidenziali.


http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=597921

sabato 7 luglio 2012

Prove di un giuramento



INTERVISTA · Amr Moussa, ex segretario generale della Lega araba e candidato alle recenti presidenziali
Il terzo polo che manca all’Egitto

Giuseppe Acconcia 
IL CAIRO


Morsy ha giurato in piazza Tahrir, nelle mani della sua gente. Il popolo ha investito il suo leader nella prova generale della cerimonia ufficiale prevista per oggi di fronte alla Corte Costituzionale. Subito dopo avranno inizio le celebrazioni con politici e militari all’Università del Cairo. “Nessuna autorità è al di sopra del popolo” – ha detto Morsy. Bandiere siriane, libiche e palestinesi hanno accolto l’uomo dei Fratelli musulmani. La guardia presidenziale proteggeva il corpo di un Morsy spavaldo, anche dal tetto dell’alto palazzo che sovrasta il palco. Questa volta il servizio d’ordine della fratellanza ha perquisito uno per uno i manifestanti in ingresso. Si è concluso così il lungo braccio di ferro sul luogo del giuramento. I movimenti rivoluzionari avevano chiesto a Morsy il suggello di piazza Tahrir. “Giurare davanti alla Corte significa accettare implicitamente il colpo di stato costituzionale” – avevano detto. E così Morsy ha accontentato entrambe le parti, dichiarando di rispettare la sentenza della Corte costituzionale sullo scioglimento del Parlamento. In verità, i segnali lanciati da Morsy sono incoraggianti. Ha rifiutato che la sua famiglia si trasferisca nel palazzo presidenziale e ha chiesto che il suo ritratto non appaia sulle facciate dei palazzi pubblici. Si è impegnato nei primi cento giorni ad affrontare le questioni economiche sul tavolo: dalla crisi degli investimenti esteri, ai finanziamenti del Fondo monetario internazionale, fino ai problemi di traffico. In particolare, Morsy punta sulla regolamentazione dei tok tok (veicolo tipo Ape) largamente usati per il trasporto urbano nei quartieri popolari. Mentre l'ex primo ministro Kamal al-Ghanzuri, prima di lasciare i suoi uffici, ha dimezzato i prezzi di tutti i prodotti alimentari, distribuiti agli aventi diritti in base alla tessera dei sussidi durante il Ramadan. Ghanzuri ha poi distribuito 200 milioni di dollari al settore petrolifero. Ma subito dopo il giuramento sarà il momento di nominare il nuovo governo. Si moltiplicano le voci sul nome del vicepresidente copto. Gli attivisti vicini a Najib Jibril, presidente dell'Organizzazione per i diritti umani, hanno chiesto che sia il ministro del turismo, Munir Fakhri. “I copti devono temere questo governo, il vice presidente non avrà alcun potere nè autorità” – ha dichiarato al manifesto l'imprenditore Naguib Sawiris del Partito degli egiziani liberi. “Per questo io sono dall’altra parte, con la società civile. Per ora do il beneficio del dubbio a Morsy. Ma non mi sentivo rappresentato dai due candidati al secondo turno” – ha continuato Sawiris, ex direttore di Telecom Orascom. “Neppure l'esercito è una garanzia per la minoranza copta e con il nuovo Parlamento tutto andrà nelle mani degli islamisti”. In merito alle divisioni del movimento rivoluzionario, Sawiris ha aggiunto: “mancano di realpolitik, le divisioni fanno a pezzi le loro attese politiche”. D’altra parte, se sono stati accantonati uno ad uno i nomi di Mohammed el-Baradei,  Ziyad Bahaeddin del Partito social-democratico e Hazem el-Beblawi, ex ministro delle finanze, per la carica di primo ministro, aumentano le chance del direttore della Banca centrale egiziana Farouk el-Hoda. Mentre Mohammed Ibrahim rimarrebbe al ministero degli interni e il ministro della difesa dovrebbe essere la guida del Consiglio militare in persona, Hussein Tantawi. Lasciando il palco, Morsy ha chiesto la liberazione di Omar Abdel Rahman, lo sceicco cieco in prigione negli Stati uniti per gli attentati alle Torri gemelle del 1993. La sfida tra militari e fratelli musulmani continua.

Il Manifesto
Internazionale, pag.8
sabato 30 giugno 2012


http://www.ilmanifesto.it/

venerdì 6 luglio 2012

Radio Vaticana, Radiogiornale, ore 19.30, sabato 30 giugno 2012



Il nuovo presidente egiziano, Morsi, giura e promette un nuovo Egitto


Ha giurato davanti alla corte costituzionale, Mohamed Morsi, il presidente eletto egiziano, primo capo di stato non militare, nonché esponente di punta dei Fratelli Musulmani. Morsi subito dopo dall’università del Cairo, ha rivolto un discorso alla nazione. Dal Cairo, Giuseppe Acconcia




http://www.news.va/it/news/il-nuovo-presidente-egiziano-morsi-giura-e-promett
http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=601026


giovedì 5 luglio 2012

mercoledì 4 luglio 2012

Lo scontro delle due piazze polarizza i movimenti politici




Egitto/ ATTESI PER IL POMERIGGIO DI OGGI I RISULTATI ELETTORALI

Dietro le quinte del potere arriva la voce dei movimenti in piazza


Giuseppe Acconcia 

IL CAIRO



Intorno al monumento ad Anwar al-Sadat nel quartiere di Medinat Nasser, gli uomini di Shafiq sfidano piazza Tahrir. Tra le gigantografie di un militare con un bambino in braccio e migliaia di bandiere egiziane, polizia e uomini dei Servizi camminano tra i manifestanti. Si sentono dappertutto le urla di chi sembra pagato per fare da comparsa in una parata. “Abbasso al governo del murshid (autorità religiosa)” – gridano. “Questi sono gli egiziani. L’esercito e il popolo sono mano nella mano” – aggiunge Nihad, una donna copta di mezza età.
Tutte le carte sono sul tavolo: le piazze, le coalizioni e le minacce. Sospeso da una settimana, l’Egitto attende l’annuncio del nome del nuovo presidente alle tre di oggi. Tahrir è occupata da cinque giorni. E’ ormai un luogo franco, senza controlli di polizia. Teli e tende coprono ogni aiuola. “Allahu akbar!”: è il grido di battaglia di una piazza bruciata dal sole. Ragazzi spruzzano acqua sulla gente per strada con un innaffiatoio. Tutte le mattine, i carretti di friggitori ambulanti preparano la colazione a base di full e tammeia (fave e felafel). “Morsy è il mio presidente, sono quindici mesi che l’esercito gioca con noi” – dice esasperato Tarek con al petto la foto del leader della Fratellanza. Ragazzi leggono il Corano mentre si coprono il capo con degli ombrellini. Un chioschetto vende succo di tamarindo in bicchieri di alluminio. “Siamo venuti da Aswan perché non lasceremo manipolare il nostro voto” – aggiunge Tamer. La provincia ha invaso il Cairo, dove Shafiq ha vinto. Sono decine i pullman che stazionano sotto i ponti del centro. Hanno accompagnato da ogni regione i pellegrini per questo insolito haj verso Tahrir.
Ma le trattative continuano serratissime, dietro le quinte. I generali parlano con le controparti americane, mentre la giunta militare consulta uno ad uno i leader politici. Il colpo di scena di Mohammed Morsy dello scorso venerdì, mentre a Tahrir c’erano decine di migliaia di persone, ha riaperto i giochi. Il leader di Libertà e giustizia si era presentato alla stampa con il blogger Wael Ghonim, vicino all’amministrazione americana e al leader islamista riformista Aboul Fotuh, Ahmed Maher di 6 aprile e Hamdi Khandil, presentatore televisivo liberale. Morsy ha così annunciato in caso di vittoria la formazione di un governo di coalizione. “In democrazia vince chi ha più voti. In questo caso è Mohammed Morsy” – ha dichiarato al manifesto il blogger Wael Ghonim. “Se l’incarico viene dato a Morsy sceglierà un primo ministro e due vice presidenti tra personalità indipendenti” – ha concluso Ghonim.
D’altra parte, Ahmed Shafiq nella sua dichiarazione di vittoria aveva annunciato vendetta: “la storia è contro chi dall’esterno interferisce sul voto degli egiziani”. L’uomo dei militari aveva lanciato anche un avvertimento contro l’uso intimidatorio della piazza e dei giornali, che lo danno per sconfitto. Mentre, nella giornata di sabato, Shafiq ha anche raccolto l’appoggio dei partiti liberali Wafd (coalizione) e “degli egiziani liberali”, vicino a Naguib Sawiris.
Gli unici a restare fuori dal coro sono i comunisti di Khaled Ali. “Abbiamo seguito un altro percorso lo scorso venerdì. Siamo partiti da Ramsis e abbiamo raggiunto piazza Talat Harb” – ha raccontato al manifesto il coordinatore, Ahmed Samir. “Tutto è possibile ora. Se l’esercito non trova un accordo con i Fratelli musulmani è pronto a far vincere Shafiq” – commenta Ahmed. Due mondi, due piazze, due poli politici distinti: si decide in queste ore se la rivoluzione del 25 gennaio è stata una rivolta islamica o un colpo militare. E resta ormai poco spazio per una terza via. 

Il Manifesto
Internazionale, pag.5
domenica 24 giugno 2012


martedì 3 luglio 2012

Radio in blu. Notizie in corso... martedì 19 giugno 2012





Radioinblu
Notizie in corso...
condotto da Federica Margaritora
Giuseppe Acconcia in collegamento dal Cairo
martedì, 19 giugno 2012


http://www.radioinblu.it/

domenica 1 luglio 2012

Radio Vaticana, radiogiornale, ore 8.00 venerdì 22 giugno 2012



Egitto. Ancora attesa per i risultati delle presidenziali. Pesa l'incognita dei militari


Ancora attesa carica di tensione per i risultati delle elezioni presidenziali egiziane, che potrebbero arrivare sabato o domenica. I sostenitori di Mohammed Morsi, che i Fratelli Musulmani ritengono essere il vincitore delle presidenziali, presidiano le piazze della capitale e si moltiplicano le voci di una prova di forza con la giunta militare. Ci aggiorna Giuseppe Acconcia


http://www.radiovaticana.org/IT1/Articolo.asp?c=598598



sabato 30 giugno 2012

Radio Vaticana, radiogiornale, ore 20.00 domenica 24 giugno 2012




Morsi, candidato dei Fratelli musulmani, è il nuovo presidente dell'Egitto
E' Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli musulmani, il primo presidente dell'Egitto del dopo Mubarak . Il risultato del ballottaggio che lo vedeva opposto ad Ahmed Shafiq, ex-premier del deposto presidente, è stato annunciato nel pomeriggio dalla Commissione elettorale: Morsi ha ottenuto 13 milioni di voti e il 51,7% dei consensi. In festa piazza Tahrir, al Cairo, dove sono assiepati migliaia di sostenitori dei Fratelli musulmani. Festeggiamenti anche a Gaza: in campagna elettorale Morsi ha promesso sostegno ai palestinesi. E in un comunicato il governo israeliano fa sapere di apprezzare il processo democratico svoltosi in Egitto e di rispettarne l'esito. Ce ne parla Giuseppe Acconcia:

Mohammed Morsi leader dei fratelli musulmani ha vinto con 13 milioni di voti, il 51,7%. Piazza Tahrir è esplosa all'annuncio. Il candidato vicino ai militari e ultimo primo ministro nominato da Mubarak, Ahmed Shafiq si è fermato a 12 milioni e 300mila voti, il 48,2%. Il maresciallo Hussein Tantawi, leader del Consiglio supremo delle forze armate, si è congratulato con il vincitore. Farouk Sultan, presidente della Commissione elettorale, ha annunciato i risultati in un clima incandescente. L'affluenza alle urne ha superato il 50%. Sono stati accolti vari ricorsi sui 400 presentati, mentre sono state ricontate le schede in molte province. Ma i risultati non cambiano di molto rispetto agli exit poll annunciati domenica scorsa dalla Fratellanza. Piazza Tahrir aveva atteso con il fiato sospeso, migliaia di militanti dei Fratelli musulmani sono rimasti con gli occhi fissi agli schermi televisivi in attesa dei risultati. Poi sono iniziati i caroselli e i festeggiamenti. I sostenitori di Morsi da 5 giorni occupavano la piazza. Hanno temuto per una sorpresa dell'ultimo minuto. Delusione nel quartier generale di Ahmed Shafiq trasferitosi in tutta fretta nella città satellite di New Cairo. I Fratelli musulmani hanno vinto questa battaglia. Ma hanno perso il Parlamento, i poteri del presidente della Repubblica sono stati ridimensionati dalla dichiarazione costituzionale dell'esercito ed è in vigore una nuova legge di emergenza. Grandi sfide attendono il neo-eletto presidente egiziano.


venerdì 29 giugno 2012

Radio Vaticana, Radiogiornale, ore 19.30, lunedì 18 giugno 2012




Egitto: Fratelli musulmani annunciano vittoria alle presidenziali


Presidenziali in Egitto. A spoglio quasi ultimato non accennano a diminuire le tensioni per la vittoria autoproclamata da parte del candidato dei Fratelli musulmani, Mohammed Mursi, che dichiara di avere ottenuto oltre il 53% dei voti. Un risultato fortemente contestato dallo schieramento di Ahmed Shafiq, i cui sostenitori sono scesi in piazza per protestare contro i presunti brogli. Unico dato certo: l'alta affluenza alle urne che si è attestata a oltre il 50% degli aventi diritto. Sentiamo dal Cairo, Giuseppe Acconcia: 


Nel campo di Shafiq si chiama ai brogli elettorali. La differenza tra i due candidati è ancora minima e non sono stati ancora scrutinati i voti di Il Cairo e di Giza, due grandi città. Ma la vittoria dei Fratelli musulmani sembra vicina: Mursi ha già dichiarato di aver vinto dalle 4 di questa notte, nel suo quartier generale di Imbaba, mentre i sostenitori di Shafiq denunciano brogli elettorali: parlano dei pullman organizzati dalla fratellanza per portare gente a votare, di voti già stampati con preferenza per Mursi. In realtà, le contestazioni sono reciproche. Le manifestazioni sono già cominciate in Piazza Tahirir contro il risultato elettorale da parte dei sostenitori di Shafiq e a sostegno di Mursi da parte dei Fratelli musulmani. A questi voti, c'è stata una grande partecipazione di copti e di donne: pochi i giovani, che hanno boicottato il voto.


Adesso, si apre un vero e proprio conflitto di poteri tra parlamento, Consiglio supremo delle Forze armate e presidente della Repubblica: la dichiarazione di ieri del Consiglio supremo delle forze armate sulla nuova Costituzione svuota il presidente della Repubblica dei suoi poteri, mentre i militari riprendono il potere legislativo. I Fratelli musulmani in questo momento sono pronti ad occupare il parlamento e a tornare per strada per riprendere l'Assemblea del Popolo, che hanno perso dopo la sentenza della Corte costituzionale. Il gioco di potere tra fratellanza ed esercito continua.


http://www.radiovaticana.org/it1/articolo.asp?c=597481

giovedì 28 giugno 2012

Radio Vaticana, radiogiornale, mercoledì 20 giugno 2012



Calma apparente in Egitto. Mistero sulla sorte dell'ex presidente Mubarak.

Una calma carica di tensione quella che caratterizza le piazze egiziane in attesa di conoscere la sorte dell'ex presidente, Hosni Mubarak, dato per morto la notte scorsa in seguito a un ictus. Cresce intanto l'attesa per i risultati definitivi delle elezioni presidenziali, mentre i due candidati usciti dal ballottaggio reclamano entrambi la vittoria. Dal Cairo, Giuseppe Acconcia.
Secondo i medici, l'ex presidente egiziano, Hosni Mubarak, sarebbe "clinicamente morto". Ma i suoi avvocati smentiscono e parlano di "coma". Al momento sarebbe in vita grazie a un respiratore artificiale. La moglie, Suzanne, si è recata in ospedale in piena notte per visitarlo. Le condizioni di salute di Hosni Mubarak sono peggiorate martedì sera quando è stato trasferito d'urgenza dopo un ictus dalla prigione di Tora all'ospedale militare di Maadi. L'ex presidente egiziano era stato condannato all'ergastolo il 2 giugno scorso per aver ordinato di sparare contro i manifestanti. 
I migliaia di sostenitori di Fratelli musulmani, gruppi salafiti e del movimento 6 aprile che hanno raggiunto piazza Tahrir nella serata di ieri, hanno accolto con scetticismo la notizia dell'aggravarsi delle condizioni di Mubarak. I manifestanti festeggiavano la contestata vittoria di Mohammed Morsy e chiedevano pieni poteri per il nuovo presidente. Le manifestazioni erano iniziate nel pomeriggio di ieri anche contro la sentenza della Corte Costituzionale che ha di fatto sciolto il parlamento. D'altra parte, i sostenitori di Ahmed Shafiq contestano e si dichiarano vincitori, in attesa dei risultati definitivi che saranno resi noti dalla Commissione elettorale nella giornata di giovedì prossimo. Intanto, in vista dell'annuncio del nuovo presidente, il Consiglio supremo delle forze armate ha riunito d'urgenza il Consiglio di sicurezza nazionale. Dopo tante voci, le condizioni di Mubarak appaiono critiche nel momento più delicato per il suo Paese.

http://www.radiovaticana.org/IT1/articolo.asp?c=598057

mercoledì 27 giugno 2012

Radio Vaticana, radiogiornale, ore 12, lunedì 18 giugno 2012






Egitto: Fratelli musulmani annunciano vittoria alle presidenziali


Presidenziali in Egitto. A spoglio quasi ultimato non accennano a diminuire le tensioni per la vittoria autoproclamata da parte del candidato dei Fratelli musulmani, Mohammed Mursi, che dichiara di avere ottenuto oltre il 53% dei voti. Un risultato fortemente contestato dallo schieramento di Ahmed Shafiq, i cui sostenitori sono scesi in piazza per protestare contro i presunti brogli. Unico dato certo: l'alta affluenza alle urne che si è attestata a oltre il 50% degli aventi diritto. Sentiamo dal Cairo, Giuseppe Acconcia: 


Nel campo di Shafiq si chiama ai brogli elettorali. La differenza tra i due candidati è ancora minima e non sono stati ancora scrutinati i voti di Il Cairo e di Giza, due grandi città. Ma la vittoria dei Fratelli musulmani sembra vicina: Mursi ha già dichiarato di aver vinto dalle 4 di questa notte, nel suo quartier generale di Imbaba, mentre i sostenitori di Shafiq denunciano brogli elettorali: parlano dei pullman organizzati dalla fratellanza per portare gente a votare, di voti già stampati con preferenza per Mursi. In realtà, le contestazioni sono reciproche. Le manifestazioni sono già cominciate in Piazza Tahirir contro il risultato elettorale da parte dei sostenitori di Shafiq e a sostegno di Mursi da parte dei Fratelli musulmani. A questi voti, c'è stata una grande partecipazione di copti e di donne: pochi i giovani, che hanno boicottato il voto.


Adesso, si apre un vero e proprio conflitto di poteri tra parlamento, Consiglio supremo delle Forze armate e presidente della Repubblica: la dichiarazione di ieri del Consiglio supremo delle forze armate sulla nuova Costituzione svuota il presidente della Repubblica dei suoi poteri, mentre i militari riprendono il potere legislativo. I Fratelli musulmani in questo momento sono pronti ad occupare il parlamento e a tornare per strada per riprendere l'Assemblea del Popolo, che hanno perso dopo la sentenza della Corte costituzionale. Il gioco di potere tra fratellanza ed esercito continua.


http://www.radiovaticana.org/it1/articolo.asp?c=597481

martedì 26 giugno 2012

Radio Vaticana, radiogiornale, lunedì 18 giugno 2012





Egitto: Fratelli musulmani annunciano vittoria alle presidenziali 

Presidenziali in Egitto. A spoglio quasi ultimato non accennano a diminuire le tensioni per la vittoria autoproclamata da parte del candidato dei Fratelli musulmani, Mohammed Mursi, che dichiara di avere ottenuto oltre il 53% dei voti. Un risultato fortemente contestato dallo schieramento di Ahmed Shafiq, i cui sostenitori sono scesi in piazza per protestare contro i presunti brogli. Unico dato certo: l'alta affluenza alle urne che si è attestata a oltre il 50% degli aventi diritto. Sentiamo dal Cairo, Giuseppe Acconcia:

Nel campo di Shafiq si chiama ai brogli elettorali. La differenza tra i due candidati è ancora minima e non sono stati ancora scrutinati i voti di Il Cairo e di Giza, due grandi città. Ma la vittoria dei Fratelli musulmani sembra vicina: Mursi ha già dichiarato di aver vinto dalle 4 di questa notte, nel suo quartier generale di Imbaba, mentre i sostenitori di Shafiq denunciano brogli elettorali: parlano dei pullman organizzati dalla fratellanza per portare gente a votare, di voti già stampati con preferenza per Mursi. In realtà, le contestazioni sono reciproche. Le manifestazioni sono già cominciate in Piazza Tahirir contro il risultato elettorale da parte dei sostenitori di Shafiq e a sostegno di Mursi da parte dei Fratelli musulmani. A questi voti, c'è stata una grande partecipazione di copti e di donne: pochi i giovani, che hanno boicottato il voto.

Adesso, si apre un vero e proprio conflitto di poteri tra parlamento, Consiglio supremo delle Forze armate e presidente della Repubblica: la dichiarazione di ieri del Consiglio supremo delle forze armate sulla nuova Costituzione svuota il presidente della Repubblica dei suoi poteri, mentre i militari riprendono il potere legislativo. I Fratelli musulmani in questo momento sono pronti ad occupare il parlamento e a tornare per strada per riprendere l'Assemblea del Popolo, che hanno perso dopo la sentenza della Corte costituzionale. Il gioco di potere tra fratellanza ed esercito continua.